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    Managed Services
    Settembre 20269 min read

    Backup e sicurezza informatica per PMI: il minimo indispensabile

    Nelle aziende piccole la sicurezza informatica non si perde per attacchi sofisticati: si perde per una casella di posta condivisa, un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare e un ex collaboratore che ha ancora accesso ai file. Questa guida elenca il minimo indispensabile per una PMI o uno studio professionale, senza allarmismi e senza tecnicismi: cosa serve, perché, e come verificare che ci sia davvero.

    Un backup non verificato non è un backup. È una speranza con un costo mensile.

    01

    I tre rischi più frequenti

    Nei check iniziali che facciamo su aziende fra 5 e 50 persone, gli stessi tre problemi tornano quasi sempre.

    1. 1Errore umano: un file sovrascritto, una cartella cancellata, una casella svuotata per sbaglio. È la causa di gran parte dei fermi reali.
    2. 2Furto di credenziali: una password riusata finisce in una fuga di dati, qualcuno entra nella posta e legge le conversazioni con i clienti, spesso per settimane.
    3. 3Ransomware o guasto: i file diventano illeggibili o il computer che teneva tutto muore. Senza una copia esterna, il lavoro si ricostruisce a mano.
    Attenzione
    Il danno più costoso non è il riscatto: è il tempo. Un'azienda che resta due giorni senza posta e senza documenti perde ordini, scadenze e credibilità.
    02

    La regola 3-2-1 in un'azienda piccola

    La regola classica dice: tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una fuori sede. Tradotta per una PMI che lavora su cloud, significa questo.

    • Copia 1: i dati in uso, su Microsoft 365 o Google Workspace.
    • Copia 2: un backup gestito del cloud, cioè uno strumento esterno che copia caselle e file ogni giorno.
    • Copia 3: una copia separata dal fornitore principale, così un problema sull'account non porta via tutto.
    • Verifica: un ripristino di prova periodico, documentato. È la parte che quasi nessuno fa.
    • Conservazione: quanto indietro potete tornare. Trenta giorni sono pochi se un errore emerge dopo il bilancio.
    Punto Chiave
    Microsoft 365 non è un backup. Le policy di conservazione trattengono gli elementi per un periodo, ma non sono una copia ripristinabile di caselle e file.
    03

    La posta: la porta d'ingresso

    Quasi tutti gli incidenti che vediamo iniziano dalla posta. Quattro interventi risolvono la maggior parte del problema e non richiedono progetti complessi.

    • Autenticazione a più fattori per tutti, senza eccezioni per i titolari.
    • Una casella per persona: le caselle condivise vanno gestite come tali, con deleghe, non con una password comune.
    • SPF, DKIM e DMARC sul dominio, per evitare che qualcuno mandi email a vostro nome ai vostri clienti.
    • Revoca immediata degli accessi quando una persona esce, con una procedura scritta.
    Suggerimento
    Chiedete al vostro fornitore un elenco di chi ha accesso a cosa. Se non riesce a produrlo in un giorno, quell'elenco non esiste.
    04

    Cosa chiedere al proprio fornitore IT

    Sei domande dirette, con risposte che devono essere date per iscritto. Servono anche a capire se state pagando gestione o solo interventi a chiamata.

    1. 1Quali dati sono coperti dal backup, con quale frequenza e per quanto tempo indietro?
    2. 2Quando è stato provato l'ultimo ripristino e cosa è emerso?
    3. 3A chi sono intestati dominio, tenant, hosting e sottoscrizioni cloud?
    4. 4Chi ha privilegi di amministratore, oggi, sui nostri sistemi?
    5. 5Entro quanto tempo qualcuno prende in carico una segnalazione, per iscritto?
    6. 6Cosa non è compreso nel canone e quanto costa l'ora fuori perimetro?
    05

    Checklist operativa

    Il minimo indispensabile, in ordine di priorità. Se le prime quattro voci non sono a posto, il resto può aspettare.

    • Autenticazione a più fattori attiva su tutte le caselle
    • Backup automatico di posta e file, separato dal fornitore principale
    • Un ripristino di prova documentato almeno una volta all'anno
    • Contratti e account intestati all'azienda, non a una persona
    • SPF, DKIM e DMARC configurati sul dominio
    • Elenco aggiornato degli accessi, rivisto una volta l'anno
    • Aggiornamenti e certificati gestiti da qualcuno, con una data
    • Un referente con nome e cognome e un tempo di risposta scritto

    Nei nostri piani questo perimetro è il contenuto del canone: dal piano Essenziale a 99 € al mese, con backup settimanale e risposta entro due giorni lavorativi, fino al piano Esteso da 749 € al mese con risposta entro quattro ore lavorative. Licenze e consumi cloud restano intestati a voi e li pagate al costo.

    Volete sapere come state oggi?

    Il check iniziale è gratuito: guardiamo dominio, posta, backup, accessi e a chi è intestato ogni contratto, e vi diciamo cosa sistemare per primo. La gestione continuativa parte da 99 € al mese.

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